Silvio Berlusconi, la politica ha ancora davvero bisogno di lui?

Il Cavaliere non fa sconti a nessuno, spara a zero su tutto e tutti dimostrandosi ancora un protagonista indiscusso della politica italiana ma fino a che punto è tutto da capire

Silvio Berlusconi, classe 1936, non molla e non crolla. Non si piega e non si spezza, ogni tanto si inclina e sembra sofferente ma poi, assestato qualche colpo, torna tutto intero. A chi lo dava per vinto, messo da parte, vittima del nuovo sistema elettorale, vittima della new generation politica, vittima di una campagna elettorale vetusta e troppo promettente, Silvio Berlusconi risponde con serenità e sul campo. È incredibile con quanta calcolata freddezza sia in grado di volgere a propio favore le situazioni più avverse o imbarazzanti. La politica italiana quindi ha ancora bisogno di lui? Al momento la risposta sembrerebbe decisamente affermativa.

Il rapporto con i 5 stelle

Al momento il confronto continuo con Di Maio lo mantiene parecchio occupato e sembra il solo bersaglio da colpire e affondare. Polemiche e frecciatine sono all’ordine del giorno, non da ultimo quella che lo tocca nel vivo: Mediaset. Polemica per altro vecchia ma Di Maio insiste sulla strumentalizzazione di televisione e giornali da parte del Cavaliere, in questo momento impegnato, a suo dire, a lanciare minacce a Salvini. Berlusconi ha capito fin da subito che il suo nemico più temibile era proprio il Movimento 5 stelle e non a caso fin da subito le scintille l’hanno fatta da protagoniste.

Salvini sì, Salvini no

Un rapporto non molto chiaro e a tratti poco simpatetico quello fra i due leader. In questo preciso momento storico i due partiti sembrano arrancare con difficoltà per mantenere almeno un minimo di comunicazione sincera e interessata. E Berlusconi non lascia niente al caso, giocando con le telecamere, con il linguaggio del corpo e con le solite battute studiate a tavolino. Una strategia comunicava che al momento risulta vincente in quanto svela il suo peso nelle decisioni prese con Meloni e Salvini stesso, vittima in qualche momento, del carisma e dell’esperienza del leader di Forza Italia.

Meno male che Silvio c’è?

Eppure, nonostante tutto, lui c’è e gestisce una parte dei giochi, quella cruciale. Quello che dimostra è che non basta semplicemente essere il più votato, il posto lo devi rendere tuo, plasmarlo a tuo piacimento. E per mantenere viva l’attenzione, chiave sono le battute ad effetto, il riportare retoricamente un “sentito dire” per alzare polveroni e contro battute. Forse davvero la politica italiana necessita di Berlusconi per autoalimentarsi e sopravvivere alle improvvisate di novelli governanti. E forse poi non è solo la politica a sfruttare questo ago della bilancia che nonostante sia sul viale del tramonto per questioni di età, dimostra ancora di saper tener testa e difendere a spada tratta qualsiasi idea o ragione.

Il problema però che al momento assilla chi ancora attende un governo, è che tutto il protagonismo di Berlusconi, affondi ogni tentativo di conciliazione temporanea di intese, come nel caso Di Maio-Salvini. E allora improvvisamente il dubbio assale: l’ago della bilancia può essere sempre lui? Una personalità ingombrante può lasciare spazio al confronto senza pilotarlo e volgerlo anche a proprio favore? Quanto peso avrà nei prossimi giorni, anche indirettamente, nella formazione di un governo a poco meno di due mesi dalle ultime elezioni?

Giulia Papapicco

Classe 1988, laurea in Lettere e via, a New York per un anno facendo indigestione di pancakes e sciroppo d'acero ma soprattutto avendo modo di conoscere culture nuove. Scrivo per passione da sempre perchè solo in questo modo riesco a vedere le cose come sono veramente.

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