Editare la genetica per snidare il virus dell’HIV

Si chiama Crisps/Cas9 il metodo messo a punto dai ricercatori dell'università di Temple per scoprire dove si nasconde il virus responsabile dell'AIDS

Correggere singole lettere del DNA per capire dove si mimetizza il virus dell’HIV (Human Immunodeficiency Virus), responsabile dell’AIDS (Acquired Immuno-Deficiency Sindrome), la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, una malattia che fece la sua prima comparsa sulla scena mondiale nel lontano 1981 e che grazie alle continue scoperte scientifiche e alle terapie antiretrovirali messe a disposizione come l’HAART (Highly Active Anti-Retroviral Therapy), fa meno paura, ma non è ancora debellata. A pubblicare per la prima volta il risultato di un’ importante scoperta, che aggiunge un tassello alla ricerca, è la rivista Molecolar Therapy. Editare con la tecnica della Crisps/Cas9  il genoma, tagliando ed incollando il DNA. Sperimentata dal gruppo di ricerca dell’università di Temple, il metodo nasce da un vero e proprio processo ingegneristico dove la precisione della tecnica si sposa con le informazioni genetiche. Un sistema che partendo dal taglio in un punto ben preciso di un qualsiasi organismo, ne modifica la sequenza dei geni, arrivando ad aggiungere o rimuovere come un vero e proprio lavoro di editing.

I ricercatori, guidati dal Prof. Wenhui Hu, in tandem con l’università di Pittsburgh, hanno sperimentato la Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats (Crispr/Cas9) sugli animali, tra questi anche dei topi sottoposti in prima battuta all’ innesto di cellule umane infettate dal virus e come ha dichiarato lo stesso Professore:

” Un modello animale particolarmente interessante perché questi topi hanno l’HIV latente nei genomi delle cellule T umane, dove sappiamo che il virus può sfuggire al rilevamento”.

Negli esperimenti effettuati il materiale genetico copiato è stato trasferito nelle cellule attraverso un virus depauperato della sua pericolosità infettiva. In seguito si è visto come questa tecnica del “copia-incolla” abbia ridotto “fino al 95% l’attività del materiale genetico del virus, Rna”.

A conferma degli esiti conquistati dalla Crisps/Cas9 si è affiancata “la tecnica di diagnosi per immagini messa a punto nell’università di Pittsburgh”.

Un metodo che ha permesso di capire dove fossero nascoste le cellule infettate dal virus dell’HIV, “snidandole” e potendole, nell’immediato, studiare nella loro replicazione.

I risultati raggiunti dalla tecnica di eradicazione dei nascondigli del virus aprono strade diverse anche per le nuove terapie da adottare. Fino ad oggi il problema principale è stato sempre quello di non riuscire del tutto a sconfiggere, attraverso il cocktail di farmaci utilizzato per tenere a bada la malattia, il virus perché alcune particelle virali sopravvivendo in questi nascondigli, riescono ad uscire dalla loro fase silente e moltiplicarsi di nuovo. Adesso la ricerca ha dalla sua parte la possibilità di capire dove vadano a nascondersi per poi debellarle. Gli scenari futuri della ricerca sono tutti volti alla sconfitta definitiva di questa malattia che nel mondo, dalla sua comparsa fino ad oggi, ha già causato milioni di morti senza contare i casi di nuove diagnosi che ogni anno si registrano.

DI AIDS SI CONTINUA A PARLARE

Di AIDS oggi è difficile morire, è vero, ma non è altrettanto vero che non ci si contagia più. Stime ben precise parlano di un aumento dell’infezione e quindi della sieropositività, soprattutto fra i giovani, a causa dell’ informazione errata circa le modalità di infettarsi nonché ad un abbassamento della guardia soprattutto nei rapporti sessuali, fonte di contagio primaria, effettuati senza precauzione con partner di cui non si conosce l’effettivo stato sierologico. Ricorrendo ad una diagnosi precoce ed affidandosi alle cure farmacologiche è possibile tenere sotto controllo la carica virale, ovvero la quantità  presente in quei liquidi biologici umani come sangue, sperma, secrezioni vaginali e latte materno, responsabili della trasmissione.

 

Francescapaola Iannaccone

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