Ungheria: la mozione del Parlamento europeo contro le violazioni dei diritti

La procedura, le accuse e le possibili sanzioni

Il Parlamento europeo ha approvato ieri una mozione contro l’Ungheria, mediante la quale invita la Commissione ad avviare per la prima volta la procedura prevista dall’art.7 (paragrafo 1) del Trattato di Lisbona. Il governo di Budapest si trova sotto accusa per “gravi violazioni”. 393 europarlamentari hanno votato a favore della procedura, in difesa dei valori fondamentali dell’UE messi a rischio dalla situazione ungherese. Ha votato a favore il gruppo dei Socialisti europei, con l’aggiunta di alcuni membri dei Popolari. Si è astenuto, invece, il resto del PPE. Tra gli europarlamentari italiani si segnala l’astensione dei 5 stelle. Sono state contestate, in particolare:

1. La violazione degli obblighi per i richiedenti asilo

L’Ungheria ha adottato norme che prevedono la detenzione automatica dei richiedenti asilo. La detenzione, di durata pari alla totalità dell’esame della loro domanda, avviene in container circondati da filo spinato.
Le norme prevedono che i richiedenti asilo già presenti, così come i richiedenti asilo futuri, siano dislocati in una zona di transito al confine con la Serbia.
Tali misure, come sottolineato da Amnesty International, riguardano ogni individuo, indipendentemente dal genere, dall’età e dalla vulnerabilità: sono applicate infatti anche ai bambini e possono durare addirittura mesi.
Costituiscono una violazione sia del diritto internazionale, sia delle norme europee.

“Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani degradanti.” – art.4
[Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea]

2. La legge sull’istruzione che respinge la libera università

Tale legge, adottata ad aprile, è considerata un attacco diretto alla Central European University.
Il governo ungherese è infatti orientato alla chiusura della CEU, attiva a Budapest dal 1991 e che attualmente conta circa 1400 studenti.
Il primo ministro Viktor Orban si è schierato contro l’università fondata dal filantropo George Soros, di cui precedentemente aveva già disapprovato le organizzazione per i diritti umani.

L’Ungheria sotto accusa

Le “gravi violazioni“, però, non si limitano a questi due casi. Negli ultimi anni l’Ungheria non ha rispettato diritti fondamentali quali: la libertà di espressione e l’indipendenza del potere giudiziario.
La Corte Costituzionale, infatti, è stata privata di alcuni poteri e di parte dell’autonomia.

Eloquente, d’altra parte, il sondaggio governativo dal nome “Fermiamo Bruxelles!”, una specie di referendum popolare a sfavore dell’integrazione comunitaria.

I possibili sviluppi.

Le autorità ungheresi sono invitate a ritirare o a sospendere le leggi oggetto di discussione.
I fondi dell’UE destinati al governo di Budapest saranno messi “sotto sorveglianza”.

La procedura sanzionatoria può arrivare sino alla sospensione del diritto di voto nel Consiglio europeo. Ciò potrebbe significare l’esclusione dalle decisioni politiche dell’Unione.
Qualora accettasse di accogliere i rifugiati entro giugno, l’Ungheria non riceverebbe le sanzioni.

 

Deborah Talarico

Sono nata a Torino l'ultimo giorno d'estate del 1990 e da quando, per la prima volta, ho preso in mano una penna non ho mai smesso di scrivere. Da sempre affascinata dalle parole, sogno un futuro nel loro mondo: fra i libri, il giornalismo, la comunicazione e la filosofia. Sul blog personale deborahtalarico.wordpress.com racconto pensieri, momenti e persone.

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