Vacanze ispirate ai libri: le partenze a prova di lettore

Servono per immergersi nei mondi narrativi amati e mettere alla prova l’immaginazione: dai safari alle capitali europee ci sono vacanze ispirate ai libri per tutti i gusti

Puntuale, prima di partire per le vacanze, arriva il momento di chiedersi che libri mettere in valigia. C’è chi ricorrerà, allora, al conforto dei grandi classici, sempre di moda e mai scontati. E chi, invece, si affiderà all’ennesima top list dei migliori romanzi da viaggio o al consiglio dell’amico che non si lascia fuggire l’ultima novità editoriale. Se quest’anno, però, si potesse risolvere il problema dei libri da portare in vacanza con le vacanze ispirate ai libri?

Già da tempo, del resto, gli amanti delle serie tv possono scegliere tra viaggi pensati su misura per loro e che li portino sui set reali dove sono state girate le loro scene del cuore, tanto quanto nei luoghi di fantasia immaginati da sceneggiatori e showrunner. C’è, per esempio, un tour – anche replicabile virtualmente – nelle terre di Westeros a prova di veri amanti di “Game of Thrones” e un nutrito numero di viaggiatrici che ogni anno raggiunge New York allettato dalla possibilità di fare una puntata in Perry Street in visita al tempio di Carrie di “Sex and the City”. Per non parlare, poi, di un fenomeno come il cineturismo che ha assunto negli anni dei contorni sempre più definiti e generato, pare, un indotto non indifferente.

Perché, allora, non dovrebbero esserci viaggi e vacanze ispirate ai libri? Tanto più che se c’è una sezione ben nutrita delle librerie è proprio quella dedicata alla letteratura di viaggio e che gran parte degli scrittori è stato, anche fuor di metafora e prima di tutto, un grande viaggiatore. Goethe, per esempio: giunto in Italia al seguito dei tanti di buona famiglia che approfittavano del Grand Tour per perfezionare il loro sapere, dedicò alcune delle parole più belle al Sud Italia ed è romantico pensare abbia ispirato negli anni centinaia e centinaia di viaggiatori a mettersi sui suoi passi.

Com’è facile immaginare, del resto, chi parte per delle vacanze ispirate ai libri lo fa perché desideroso di rivivere le atmosfere di quel mondo narrativo che ha avuto sempre così a portata di mano e che lo ha fatto innamorare o per dar finalmente volto a spazi in cui ha abitato per settimane e che per settimane gli hanno abitato dentro. Quello che di straordinario ha la letteratura, del resto, è di stimolare la capacità di immedesimazione e permettere di “fare come se”: come se il lettore entrasse per la prima volta con il piccolo Harry al castello di Hogwarts, o come se si lasciasse investire con stupore dalla calura polverosa e umida di Macondo come l’appena arrivato José Arcadio Buendia e, ancora, come se le strade di Holt gli fossero inconoscibili come almeno in parte inconoscibili sono ai abitanti. I viaggi letterari, allora, servono a questo: a riconciliarsi con l’immaginazione, a vivere davvero “come se” si fosse nei panni dei propri beniamini letterari, su quelle strade, quelle piazze, quei villaggi che tanto si sono immaginate e che ora si presentano agli occhi dei turisti-lettori nella loro verità, migliore o peggiore dell’immaginazione che sia.

Ovviamente, esistono vacanze ispirate ai libri di qualsiasi genere, per qualsiasi tipo di viaggiatore e a qualsiasi budget. Uno dei grandi classici è il viaggio alla “On The Road”: quasi quattro mila miglia attraverso gli Stati Uniti, da New York a Città del Messico passando per Denver, sulla strada della beat generation.

Uno dei paesaggi tipici di un viaggio alla “On the Road”.

Anche l’Inghilterra, però, offre un catalogo molto ampio di mete a prova di turista-lettore: ci si può immergere nelle atmosfere magiche della Ribble Valley che ispirarono Tolkien per il suo capolavoro indiscusso o approfittare della tranquillità più bucolica delle campagne in cui nacquero i personaggi di Jane Austen.

 

Più di recente anche l’Italia è stata meta di tanto turismo letterario, certo più mainstream, grazie al successo del caso editoriale “Mangia Prega Ama”, una sorta di ricetta letteraria per la felicità. Chi cerchi, invece, un’esperienza più colorata potrebbe visitare la Pamplona descritta da Hemingway in “Fiesta”, con la sua musica fino a tarda notte, le sue ballerine di flamenco e le bevute a ogni angolo di strada. Ci sono, però, vacanze ispirate ai libri adatte anche ai più piccoli: se hanno amato “Il libro della jungla”, per esempio, non c’è niente di meglio che un safari in India – sì, ne esistono anche a prova di famiglie e portano a scoprire il lato più wild e avventuroso del continente.

Tutte buone alternative, insomma, per chi a un libro in valigia preferisca una valigia a prova di mondi narrativi.

Virginia Dara

Ha sempre più parole di quelle che dice: è la descrizione migliore che abbiano mai potuto fare di me. Sarà perché tutto quello che non dico lo scrivo, da quando ero piccolissima e credevo di voler fare la giornalista e invece forse volevo solo fare la giornalaia. Così, in Rete mi trovate scrivere di comunicazione e di digitale (per lavoro), di libri (per passione) e di varie ed eventuali (un po' per necessità). Quando non scrivo leggo: qualsiasi cosa, dai bugiardini dei farmaci alle etichette delle bottiglie, tranne i gialli. Quando non leggo probabilmente sto pensando al mare: sono pur sempre un'isolana.

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